May-Britt Moser

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Insieme a suo marito Edvard Moser è la prima norvegese a vincere il premio Nobel per la corteccia entorinale del cervello. 

Il lavoro dei Moser ha dimostrato le correlazioni tra la struttura anatomica dell'ippocampo e l’apprendimento, individuando alcuni tipi di cellule che sono importanti per la rappresentazione spaziale, aprendo nuove conoscenze anche su patologie come il morbo di Alzheimer.

May-Britt Moser è nata a Fosnavåg,  il 4 gennaio 1963, il padre era un falegname mentre la madre curva l'azienda agricola.

I suoi studi da giovanissima non erano eccellenti, ma questo non le ha impedito di avere le valutazioni necessarie per entrare alla facoltà di medicina. 

Inizio gli studi presso l'Università di Oslo, dove li rincontro il suo vecchio amico di Eduard che era in visita all'ateneo. Iniziarono a frequentarsi e decisero di iscriversi insieme a psicologia.

Furono entrambi immediatamente coinvolti dalla nuova materia ed iniziarono da subito a pubblicare articoli che attirarono immediatamente l'attenzione del professore Skårdal che l'incoraggio nel loro lavoro.

Si sposarono prima di terminare gli studi, intanto continuarono i loro studi sull'iperattività nei ratti nel laboratorio di Terje Sagvolden.

Quando erano vicini al termine del loro percorso universitario, si resero conto che se volevano continuare i loro studi sul cervello, avrebbero dovuto dedicarsi alle neuroscienze allora diretto da Per Oskar Andersen.  Il professore sfido i due studenti a creare un labirinto d'acqua se ci fossero riusciti li avrebbe presi come ricercatori. 

Riuscirono nell'impresa costruendo il labirinto, il lavoro presso il laboratorio del professore Andersen si rivelo subito molto proficuo, riuscendo a capire in breve tempo molte funzioni del cervello dei ratti. 

Le loro ricerche furono pubblicate su The Journal of Neuroscience e divennero le basi anche della tesi, di laurea. 

May ottenne dopo numerosi sacrifici il suo dottorato e continuo gli studi, in quel periodo nacque la sua prima figlia Isabel che era presente all'interno del laboratorio dove sezionava i ratti e creava ambienti di gioco per studiare il comportamento e l'apprendimento dei ratti.

Termianto il dottorato, nel 1995, nacque Ailin, molti penavano che due figlie avrebbero rallentato il loro lavoro scientifico, ma non fu cosi, riuscirono a gestire la famiglia e gli imepgni di lavoro continuando le loro ricerche.

Nel 1996, sempre assieme al marito, la scienziata seguì un corso di formazione in Scozia, con Richard Morris presso il Centro di Neuroscienze dell’Università di Edimburgo e frequentò il laboratorio di John O'Keefe della University College di Londra. 

O'Keefe, era allora un pioniere delle ricerche sul cervello: nel 1971 aveva scoperto le  “cellule dello spazio” nell’ippocampo che si attivano nel cervello dei ratti quando gli animali si spostano e creano una mappa mentale dell’ambiente. 

Il soggiorno a Londra, nel laboratorio di John O'Keefe, a detta della stessa Britt-May fu uno dei periodi più ricchi di apprendimento nella loro vita. John gli insegnò tutto ciò che conosceva sulle cellule cerebrali. 

Fino all’assegnazione del Nobel, Edvar era il direttore dell’Istituto Kavli per la neuroscienza sistemica presso l’Università della scienza e della tecnica, a Trondheim, considerato uno dei centri scientifici più importanti dell’intero pianeta. 

Prima del premio Nobel nel 2014, May-Britt ha ottenuto decine di importanti riconoscimenti, a partire dal 1999 con il Premio per i giovani scienziati assegnatole dalla Accademia Reale Norvegese delle Scienze e delle Lettere; nel 2005 l’ Alden Spencer Award da parte del Collegio dei Medici Chirurghi della  Columbia University; nel 2006 il Betty e David Koetser Award per la ricerca sul cervello dall’Università di Zurigo e, sempre nello stesso anno con il Liliane Bettencourt pour les Sciences du Vivant della Fondazione Bettencourt, Parigi, nel 2013 il Louisa Gross Horwitz per la biologia e biochimica (in comune con Edvard e O'Keefe).


Fonte foto: wikimedia.org

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May-Britt Moser
May-Britt Moser, norvegese, premio Nobel per la medina nel 2014. Per la corteccia entorinale del cervello.
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